AI-ASSISTED DEVELOPMENT

Come si sviluppa davvero un progetto software con ChatGPT o Claude?

Come usare ChatGPT, Claude e strumenti AI nello sviluppo software senza perdere controllo: specifiche, architettura, contesto, testing, documentazione e iterazione.

Risposta breveIl workflow efficace non è “scrivi un prompt e genera il progetto”. È: definire requisiti, separare architettura e implementazione, dare contesto stabile all’AI, lavorare per incrementi, testare e mantenere una documentazione che impedisca al progetto di perdere coerenza.

1. Prima le specifiche

Obiettivi, vincoli, piattaforma, struttura dei dati, componenti e criteri di accettazione devono essere espliciti. L’AI lavora meglio quando non deve indovinare il progetto.

2. Il contesto è parte dell’architettura

File come PROJECT_CONTEXT.md, decision log, convenzioni di naming e documentazione dei moduli riducono incoerenze e riscritture. Il context engineering diventa parte del lavoro di sviluppo.

3. Un task alla volta

Chiedere a un modello di “fare tutto” aumenta il rischio di rompere ciò che funziona. Preferisco patch incrementali, verifica della fattibilità e test prima di passare allo step successivo.

4. ChatGPT e Claude non sostituiscono il debugging

Possono leggere codice, proporre fix e velocizzare l’analisi. Ma serve una persona capace di riconoscere regressioni, dipendenze fragili, problemi di performance e scelte architetturali sbagliate.

AI-assisted development ≠ vibe coding

Per me l’AI è un acceleratore dentro un processo di engineering. Se il progetto deve durare, essere mantenibile o essere consegnato a un cliente, la velocità iniziale conta meno della capacità di mantenerne il controllo.

Autore

Fabrizio Radica

Consulente AI, AI Solutions Architect, AI Developer e docente. Lavoro tra analisi dei processi, architettura tecnica, sviluppo e formazione.

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